Il legno e
largilla
In questo campo la tradizione produttiva
italiana è veramente di grande qualità e ricchezza tecnica e formale. Escludendo
ovviamente i materiali sintetici, i materiali per la pavimentazione ed il rivestimento
sono in bioedilizia sempre principalmente quelli già più volte ricordati e che per
questo possono essere considerati dei veri archetipi del costruire nonostante i numerosi
tentativi di sostituirli, il legno e largilla sono infatti onnipresenti in questo
settore in forma di parquet e di piastrelle in cotto, gres, klinker, ceramica. Uno spazio
marginale occupano invece i pavimenti tessili in fibre vegetali (cotto, sisal ecc.) o
animali (lana) che per i problemi igienici legati allaccumulo di polvere, acari e
altri microrganismi vanno usati con molta parsimonia. Per quanto riguarda il legno valgono
ovviamente le considerazioni già fatte sul suo trattamento. Un parquet verniciato con una
vernice poliuretanica perde molte caratteristiche proprie del legno e diventa
oggettivamente un pavimento di plastica.
Per quanto riguarda la ceramica va ricordato che le altissime
temperature di cottura a cui largilla è sottoposta determinano una vetrificazione
del materiale che gli fa perdere le sue doti di assorbenza e traspirabilità in cambio di
una , a volte necessaria, impermeabilità. Piccole superfici impermeabili allinterno
di una costruzione non alterano ovviamente le sue caratteristiche complessive. Va
ricordato comunque che lindustria ceramica italiana ha un forte impatto ambientale
determinato soprattutto dai prodotti utilizzati per la decorazione, spesso coloranti
sintetici o a base di metalli pesanti pericolosi. Una scelta di sobrietà può quindi
aiutare i fiumi e i suoli delle zone di produzione.
(cfr. - Giancarlo Allen -
Tratto dal dal Bollettino ANAB n.5/98)