Il consistente impiego di materiali non rinnovabili, il costo
energetico della produzione, il fortissimo impatto ambientale, la tossicità dei composti
chimici contenuti, questi ed altri motivi concorrono a determinare un bilancio ecologico
molto negativo per i materiali per la coibentazione termo acustica di origine
petrolchimica.
Le doti richieste dalla bioedilizia ad un
materiale per la coibentazione termoacustica sono: la capacità di diffusione
(traspirabilità), ligroscopicità (distribuzione uniforme della umidità), la
resistenza al fuoco, a muffe, funghi, insetti, roditori senza lutilizzo di prodotti
protettivi sintetici, lassenza di odore, lassenza di radioattività, la
capacità di essere elettricamente neutro, la sostenibilità ambientale (materie prime
rinnovabili, riciclabili e non pericolose per la salute delluomo e
dellambiente).
Coibenti vegetali
a) Il sughero
Il
sughero viene prodotto dalla corteccia di una pianta mediterranea, la quercia da sughero
(quercus suber). Questa pianta ha la particolarità di produrre una corteccia composta da
un tessuto cellulare spugnoso, morbido e resinoso costituito da milioni di alveoli che si
stratificano lentamente. La corteccia, una volta asportata, si riproduce nellarco di
10 anni. Dalla polpa pulita della corteccia si ricava un granulato che, con diverse
sezioni, può essere utilizzato senza ulteriori lavorazioni come ottimo materiale coibente
in intercapedini di murature, pavimenti e coperture oppure, legato con calce o
vetrificanti minerali specifici, nei massetti sottopavimento. Il granulato di sughero può
altresì essere agglomerato in pannelli per leffetto combinato del calore e della
compressione. Per essere di buona qualità il sughero granulare deve essere privo di
residui legnosi, di terra e di polvere, elementi questi che favorirebbero linsorgere
di muffe. Il sughero in pannelli non deve essere legato con colle sintetiche che oltre
alla loro pericolosità (cessione di formaldeide) riducono fortemente le qualità
principali del materiale ma dalle capacità autocollanti della suberina, la parte resinosa
del materiale, che sottoposta a calore si scioglie legando naturalmente i granuli a
raffreddamento avvenuto. I pannelli di sughero tostato o espanso hanno ottime capacità
coibenti, non impiegano colle sintetiche ma lalta temperatura a cui la materia prima
viene sottoposta brucia la suberina e il tannino liberando benzopirene prodotto naturale
ma tossico e dallodore sgradevole Anche nel caso del sughero sono quindi
fondamentali le certificazioni e il controllo di qualità sul prodotto. In sintesi il
sughero è un ottimo materiale coibente per la bioedilizia solo se proviene da pura polpa
di corteccia di sughera priva di ogni elemento estraneo, ventilata ed eventualmente
aggregata in pannelli per effetto combinato di solo calore e compressione. In questo caso
le sue caratteristiche sono lottimo potere coibente termico e acustico, la grande
traspirabilità, limpermeabilità, linattaccabilità da insetti e roditori.
b) I pannelli di legno mineralizzato
con le fibre di legno (in genere di
pioppo, pianta a rapido accrescimento) vengono realizzati pannelli con ottime qualità
bioedili. li processo produttivo si basa sullutilizzo di ossisolfato di magnesio
(magnesite caustica e solfato di magnesio) sostanza che impregna, lega e mineralizza le
fibre del legno. Limpasto di fibre di legno e ossisolfato di magnesio viene
sottoposto ad alta temperatura e compressione e quindi formato in pannelli. In questo modo
il legno perde le parti organiche deperibili e si mineralizza assumendo oltre alle sue
già note proprietà di coibentazione termica e acustica, di traspirabilità, di
igroscopicità e di inattaccabilità da insetti e roditori, un ottima resistenza al fuoco
c) I pannelli di fibre di legno
Dagli scarti delle segherie (riciclaggio
di corteccie e rami di conifere non trattate chimicamente) proviene la fibra di legno,
materia prima per la produzione di pannelli coibenti. Le fibre di legno vengono aggregate
senza compressione per effetto del potere collante della lignina resina naturale presente
nella fibra stessa. Il prodotto ottenuto oltre alle caratteristiche già più volte citate
è completamente biodegradabile e riciclabile e si presta ottimamente a diversi impieghi
nella coibentazionie termica e acustica di pavimenti, pareti e coperture.
d) fibra di cellulosa riciclata
Altro materiale con buone capacità di
coibentazione termoacustica e con lottimo pregio della provenienza da riciclaggio è
la fibra di cellulosa ottenuta mediante una speciale tecnica di trasformazione della carta
dei quotidiani che, grazie allutilizzo di componenti minerali naturali (in genere
sali di boro), la rende non infiammabile, inattaccabile dalle muffe, dai roditori e dagli
insetti, li materiale viene insufflato nelle intercapedini di pareti e coperture.
e) fibra di cocco, di iuta, di cotone, di
lino
ancora
poco diffusi ma indubbiamente interessanti per le loro caratteristiche ecologiche (materie
prime rinnovabili, riciclabilità ecc.) e per le loro doti di coibentazione sono i
materiali derivati da altre fibre vegetali come il cocco, la juta, il cotone, il lino.
naturalmente questi materiali devono essere accompagnati da adeguate garanzie e
certificazioni riguardo alla loro provenienza da coltivazioni in cui non si sia fatto uso
di prodotti chimici.
Materiali coibenti animali
Grazie alla sua particolare microstruttura
la lana di pecora si propone come ottima e naturale alternativa alle fibre minerali per
lisolamento termico ed acustico. Oltre alle doti di coibenza e traspirabilità la
lana ha grandi doti di igroscopicità, è cioè in grado di assorbire acqua fino al 33%
del suo peso senza apparire umida e di cedere lentamente lacqua assorbita svolgendo
quindi in modo ottimale il compito di equilibrare lumidità relativa dellaria.
La lana è una materia prima rinnovabile e riciclabile con un bassissimo bilancio
energetico (energia immessa in fase produttiva).
Coibenti minerali
Alcune materie prime minerali hanno
caratteristiche fisico tecniche interessanti per un loro uso in bioedilizia, ovviamente se
non additivate con prodotti sintetici di derivazione petrolchimica:
a) calcio silicato
lidrosilicato di calcio è un
materiale poroso, prodotto in autoclave partendo da sabbie silicee, calce idraulica e una
piccola percentuale di fibre di celuulosa con funzione di rinforzo. Con questo materiale
si realizzano pannelli leggeri, molto resistenti a compressione, di grande precisione
dimensionale e di facile lavorabilità, ininfiammabili e molto resistenti al fuoco, privi
di radioattività e di emissione di polveri o altri agenti irritanti, traspiranti e
riciclabili (per la produzione di calcestruzzo).
b) vermiculite, perlite
Si ottengono attraverso la frantumazione e
la successiva espansione per effetto di alte temperature di minerali micacei per la
vermiculite e di una roccia vulcanica per la perlite. Si possono usare a secco come
riempimenti in intercapedini ma soprattutto come inerte per intonaci leggeri coibenti con
buone prestazioni di coibentazione termoacustica. Va garantita lassenza di
radioattività.
Anche se di origine naturale sono invece
sconsigliabili in bioedilizia, se non in casi molto particolari, i materiali coibenti
minerali a conformazione fibrosa.
c) fibre minerali: lana di roccia, lana di
vetro, amianto
La pericolosità delle microfibre, dopo
decenni di uso indiscriminato, è oggi ormai purtroppo chiara a tutti per quanto riguarda
lamianto per la sua provata pericolosità. Grande attenzione va comunque rivolta
anche alluso di altri prodotti minerali fibrosi che possono liberare nellaria
dellambiente microfibre particolarmente irritanti per le mucose dellapparato
respiratorio, nella produzione e nel confezionamento in pannelli di questi materiali sono
per altro utilizzati prodotti collanti di origine petrolchimica.
(cfr. - Giancarlo
Allen - Tratto dal dal Bollettino ANAB n.5/98)