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Architettura Naturale

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Impianti

Termico Elettrico
Idrico Fitodepurazione
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Impianto termico

L’impianto termico avrà un funzionamento prevalentemente ad irraggiamento sia diretto che indotto.Il calore più piacevole è quello raggiante: come il sole o le tradizionali stufe.Tale presupposto è realizzabile utilizzando varie tecnologie:

  1. consueto impianto a circolazione d’acqua calda, a bassa temperatura, in radiatori

  2. impianto a battiscopa con acqua a bassa temperatura

  3. stufe a grande inerzia termica

  4. impianto a pareti perimetrali calde

  5. impianto a corpo centrale caldo

1. Impianto a radiatori

Apparentemente può sembrare il classico impianto con caldaia, rete di distribuzione, radiatori e sistema di regolazione. Tutti questi elementi ci sono, ma negli impianti di edifici bioecologici molti parametri cambiano. Si utilizzano caldaie a bassa temperatura pressurizzate, possibilmente a condensazione, funzionanti con combustibili gassosi (metano, biogas, ecc.).

Il funzionamento a bassa temperatura consente:

  • l’utilizzo di fonti di calore alternative (pannelli solari, pompe di calore, teleriscaldamento a.b.t.)
  • minori dispersioni termiche (e minore la differenza di temperatura tra acqua e ambiente)
  • minori dilatazioni termiche
  • limitati moti convettivi con scarso spostamento di polveri e batteri.

La pressurizzazione della caldaia è utile:

  • per il suo utilizzo in mancanza di canna fumaria, cosa ottima nelle ristrutturazioni e nei restauri
  • per la sicura installazione anche in ambienti poco ventilati in quanto l’ossigeno per la combustione viene prelevato dall’esterno

Il funzionamento a condensazione determina:

  • un rendimento termico molto elevato (95%) per 1’utilizzo di porzione del calore sensibile e di tutto il calore latente dei fumi di scarico
  • un risparmio di combustibile attorno al 30%
  • una riduzione delle perdite al camino
  • un ammortamento in circa tre anni.

2. Impianto a battiscopa

an_4_batt1.gif (5082 byte)E’ analogo strutturalmente a quello a radiatori, unica differenza sta nel fatto che i corpi scaldanti, posti in corrispondenza del battiscopa, seguono l’andamento delle pareti perimetrali esterne, Il funzionamento si può definire ad irraggiamento senza spostamento di polveri e batteri. La lama d’aria generata dal battiscopa lambisce la muratura, avida di calore, e la riscalda. an_4_batt2.gif (2490 byte)Questa a sua volta reimmette calore esclusivamente per irraggiamento determinando un clima abitativo molto confortevole. In questi casi la velocità dell’aria è molto bassa, attorno ai 10 cm/s, inoltre le murature lambite contengono una minore percentuale di umidità e risultano essere più coibenti.

 

3. Stufe a grande inerzia termica

Queste stufe non si possono considerare dei veri e propri impianti termici, anche se in alcuni casi esse vengono utilizzate anche per riscaldare l’acqua. Possono essere costituite da semplice argilla, da pietre dotate di grande inerzia termica, da materiale refrattario rivestito di piastrelle in maiolica, ecc. Il loro funzionamento è in prevalenza ad irraggiamento. Il calore irraggiato viene accumulato negli elementi strutturali e di arredo il che evita asimmetrie radianti. Questo sistema presenta alcuni aspetti limitanti: l’impossibilita di riscaldare con unica stufa grandi volumi, l’installazione complicata soprattutto dai notevoli pesi in gioco e l’impegno di gestione (l’utente non sempre è disposto a gestire il proprio microclima, oppure ne è incapace).

4. Impianto a pareti perimetrali calde

an_4_rad1.gif (8272 byte)L’impianto a pareti calde ha funzionamento esclusivamente radiante. Il mezzo per riscaldare l’interno dei muri può essere sia l’acqua che l’aria circolanti in condotte all’uopo disposte. La simmetria radiante e possibile con una accorta e corretta progettazione. Per la formazione dei muri sono necessari sia appositi mattoni cavi, che lavori in traccia.

5. Impianto a corpo centrale caldo

In questo tipo di impianto è un volume centrale a riscaldare l’edificio per irraggiamento. In pratica si tratta di una stufa che si sviluppa su più piani e che permette di ottenere un clima termico molto buono. La fonte di calore vera e propria può essere sia un normale focolare sia un locale sauna posto al piano più basso dell’edificio. Gli ultimi due sistemi trovano in Italia scarsa applicazione sia per la difficoltà a reperire gli elementi costruttivi sia per l’impreparazione e l’inesperienza per questi impianti che trovano espressione prevalentemente nei Paesi d’0ltralpe. E’ consigliabile munire l’edificio di un numero sufficiente di canne fumarie per poter utilizzare stufe a combustibili a basso impatto in caso di mancanza prolungata dei rifornimenti o dell’erogazione delle usuali fonti energetiche. Tali canne sono messe in opera all’interno per evitare sia sprechi energetici dovuti alle inevitabili dispersioni termiche sia le eventuali antiestetiche condense. Sistemi che utilizzano l’energia solare quali muri di Trombe, serre addossate e similari devono essere dimensionati solo dopo un attento esame di tutti i parametri, siano essi ambientali che tecnologici, per non cadere in facili errori dovuti ad incompleta valutazione delle reali situazioni di contorno. L’approccio progettuale è senza dubbio diversificato da quello consueto per la presenza di precisi vincoli oggettivi caratteristici del luogo in cui si opera quali risorse, tecnologie, esigenze ed economia. Il tecnico deve essere in grado di trovare la migliore soluzione mediando i diversi fattori di vincolo con una attenta e ragionata progettazione, vagliando tutte le possibilità affinché possa fornire un prodotto durevole ed affidabile.

 

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