Campi elettromagnetici naturali
Come abbiamo già visto, anche
lalterazione del campo elettromagnetico naturale è "inquinamento
elettromagnetico". Ma qui ci riferiamo a un altro problema che riguarda tutti:
lesposizione eccessiva e prolungata a campi artificiali, i quali inducono nel corpo
esposto correnti elettriche interne di diversa intensità a seconda del tipo di fonte e
sottopongono gli organismi a sollecitazioni di frequenza anomala rispetto alle frequenze
biologiche.
Tutti i processi biologici sono regolati
da scambi elettrici, con oscillazioni dal ritmo variabile che, pur scendendo notevolmente
in stato di sonno, sono caratterizzati da particolari frequenze. Ma poiché la
sperimentazione ha dimostrato che le cellule, sollecitate mediante vibrazioni, tendono
allisocronia (cioè a "vibrare insieme"), si è dedotto che campi
elettromagnetici di tipo, intensità e frequenze molto differenti da quelli esistenti in
natura influiscano sui normali processi biologici alterandoli e determinando così una
condizione di stress rappresentata come "disordine elettrico" allinterno
delle cellule.
Secondo le ricerche in corso la continua
alterazione del campo elettrico naturale con impulsi artificiali sarebbe allorigine
di comportamenti cellulari anomali, che possono produrre patologie dei sistemi nervoso e
endocrino, effetti immunodepressivi e forme tumorali.
Dunque si vede come lesposizione a
campi elettromagnetici artificiali sia considerata nociva per la stessa ragione per la
quale, invece, sono considerate biologicamente utili le radiazioni del campo naturale.
Cause di inquinamento elettrico
Sono cause di inquinamento elettrico: le
centrali di produzione, le sottostazioni e cabine di trasformazione, le linee di
trasmissione e distribuzione dellenergia elettrica, con particolare riferimento alle
linee aeree dellalta tensione. Stazioni radio e televisione, antenne,
ricetrasmittenti, impianti radioamatorali.
Allinquinamento elettrico
dellambiente interno concorre anche il funzionamento delle apparecchiature
elettriche (televisori, computer, reostati, elettrodomestici etc), il quale dà origine a
campi elettrostatici e a produzione di ioni positivi.
Le stesse linee dellimpianto
domestico (in particolare negli impianti in cui le linee di adduzione formano degli anelli
chiusi), che causano campi elettrostatici dovuti a eventuale differenza di potenziale fra
i conduttori e campi elettromagnetici conseguenti al flusso di corrente.
Il clima elettrico interno è influenzato
anche da numerosi altri elementi che contribuiscono a elettrostaticizzare laria e a
ridurre la concentrazione di ioni negativi: finiture e tessuti sintetici, moquette, aria
condizionata.
Effetti
Alterazioni degli scambi cellulari, danni
cellulari che possono degenerare in forme tumorali e leucemiche. Patologie
fisiologiche e comportamentali (stanchezza, disturbi circolatori, nervosismo, insonnia,
depressione).
Uno dei primi programmi di ricerche
sullesposizione a campi elettromagnetici artificiali fu messo in atto dallo Stato di
New York nel 1987, in occasione del progetto di espansione della rete distributiva
dellalta tensione.
Le conclusioni dello studio misero in
evidenza come lincidenza di leucemie raddoppiasse nei bambini abitanti nei pressi di
linee dellalta tensione e non esclusero effetti nocivi dei campi indotti dagli
impianti domestici. I risultati di unimponente ricerca più recente condotta dal
Karolinska Institute (Stoccolma), e pubblicati nel 1992, hanno evidenziato il rapporto
diretto di aumento di rischio con laumento di intensità dei campi. I sospetti di
nocività sono confermati dalle ricerche in corso.
Metodi di indagine
Linquinamento elettromagnetico è a
volte denunciato da alcuni elementi tipici di disturbo: interferenze e disturbi durante le
conversazioni telefoniche, frequenti scosse nel contatto fra le persone, scosse piantando
chiodi nei muri oppure attraverso il flusso dellacqua.
Per sospetti di inquinamento
elettromagnetico grave è indispensabile rivolgersi agli enti che effettuano analisi
ambientali, i quali prendono a riferimento i limiti imposti dalle normative vigenti (nei
luoghi di lavoro i livelli massimi di esposizione a campi elettromagnetici artificiali
sono regolati dalla legge 626 D. Lgs/94).
Esiste però un inquinamento trascurato
dalle normative, rilevabile anche con piccoli strumenti molto sensibili che consentono di
effettuare semplici verifiche in prima persona.
- Rivelatore di fughe: emette un crepitio in presenza di una
fonte di elettricità. Esistono tipi ad alta sensibilità che percepiscono il passaggio di
cavi elettrici nel suolo o nei muri anche a distanza di diversi metri.
- Misuratore di campi elettrostatici: misura le intensità
dei campi generati dagli schermi di televisori ecomputers, indicandone lintensità
in Volt al metro: la misurazione effettuata a 30 e a 50 cm di distanza dagli schermi
accesi può dare valori variabili da qualche centinaio di Volt fino a numerose migliaia di
Volt al metro.
- Rilevatore di campi magnetici: consente di misurare il
sovraccarico magnetico generato da apparecchi e impianti elettrici. Un altro tipo misura
il carico magnetico prodotto dai tubi catodici dei televisori.
La segnalazione avviene attraverso
laccensione di due luci: se la luce è verde il campo magnetico non è rilevante, se
è rossa segnala la presenza di un campo superiore a 2,5 milliGauss, considerato nocivo
(questa soglia è imposta come limite massimo di emissione da parte di computers da una
norma vigente in Svezia, un paese particolarmente attento a queste problematiche).
Lutilità di questo rilevatore
consiste nel dare indicazioni sulle distanze di sicurezza: infatti, mentre il campo
elettrostatico può essere schermato, non è possibile neutralizzare il campo magnetico,
il quale attraversa ogni barriera (anche gabbie di Faraday).
Alcuni apparecchi (rilevatori di
dispersione) possono svolgere contemporaneamente diverse funzioni grazie a un commutatore
a due posizioni: una per i campi elettrici e una seconda per i campi magnetici.
Tutti questi strumenti, e informazioni sul
loro funzionamento, sono reperibili nei punti vendita di bioedilizia.