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Architettura Naturale

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Architettura Bioclimatica

Il Clima Effetti del Sole Sfruttamento della luce
Evaporazione Massa termica Orientamento dell'edificio
Finestrature Schermature Vegetazione ed architettura
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Sfruttamento della luce

I modi di sfruttare e manipolare la luce naturale hanno dato vita nell’architettura a soluzioni molto interessanti.

A partire dall’antico Egitto sono state elaborate soluzioni, anche sofisticate, per fare della luce naturale un elemento di benessere fisiologico e di risparmio energetico.

Uno dei primi esempi di "illuminotecnica" ai primordi della civiltà, si basa sulla ricerca sui "tubi di luce" per portare la luce naturale negli ambienti sotterranei di un edificio; i tubi di luce sono condotti verticali od orizzontali, con pareti interne ad alta riflettenza, che trasmettono la luce dall’esterno alle zone interne dell’edificio.

In Egitto, nelle Tombe della Valle dei Re, a Luxor, che si raggiungono con scale molto strette, non esiste impianto elettrico. I sarcofagi e le pitture sono illuminati suggestivamente dalla luce naturale che, riflessa da un approssimativo specchio impugnato dal guardiano, raggiunge (anche con rimbalzi interni) l’oggetto.

Collegandosi a questi di illuminazione vecchi di qualche migliaio di anni, alle due tradizionali immagini - della casa protetta ("cappotto"), o della casa aperta ai raggi diretti e riflessi ("tintarella") - può sostituirsi quella di un "cappotto" con fori e superfici riflettenti da cui entrino luce e calore.

Nello Sport Centre di Barcellona progettato da Rafael Serra, le zone interne dei tre corpi dell’edificio sono illuminate da luce naturale proveniente da "soledotti"; questi sono condotti verticali con pareti interne rivestite completamente di specchi: la luce del sole, che vi penetra attraverso "acchiappa-sole" piazzati sul tetto, è riflessa in giù fino a raggiungere le aree da illuminare.

Nelle case per studenti a Hohenheim (Germania, progetto: H. Schmitges; costruite nel 1985) ognuno dei sei edifici a quattro piani ha in cima una piramide di vetro che porta la luce naturale nelle cucine e nelle sale da pranzo; sono stati usati due componenti: "tubi di luce" e "concentratori fluorescenti piani". I tubi di luce sono pozzi triangolari verticali, con pareti di specchi per aumentare la quantità di luce diurna delle stanze da pranzo del primo piano; i concentratori fluorescenti piani raccolgono la luce in un tronco di cono giallo fluorescente; la luce è poi convogliata giù, con un tubo trasparente e riflessa da uno specchio nelle cucine. La qualità dell’ambiente di lavoro migliora, lasciando arrivare la luce naturale sulla maggior superficie possibile di pavimento.

Come portare in maniera efficace ed economica la luce naturale nelle zone più interne dell’edificio? Prima di tutto è importante una migliore diffusione della luce naturale negli ambienti: due passi importanti sono costituiti dalle superfici prismatiche e dalle pellicole olografiche che servono a trasformare la luce diretta del sole in luminosità diffusa e a dirigere la radiazione solare verso il soffitto, da dove e distribuita uniformemente sul piano di lavoro senza effetti di abbagliamento, evitando, così, anche il ricorso alla luce artificiale.

Cfr. "Costruire con il sole" edito da ISES ITALIA 1995, pp. 58-60

 

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