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Architettura Naturale

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Architettura Bioecologica

Il Manifesto Casa in legno Sistemi di isolamento per infissi
Consolidamento Casa in terra Biorisanamento delle murature
Casa in laterizio Biorisanamento elettromagnetico
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Casa in Laterizio

La struttura in muratura portante

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Questo tipo di struttura caratterizza gli edifici nei quali la funzione portante è interamente affidata ai muri perimetrali e a un muro interno, detto muro di spina, creato per realizzare un appoggio intermedio per i solai.

Questi muri, partendo dalle fondazioni con spessori molto elevati, si restringono progressivamente ai piani superiori dell’edificio.

Contrariamente a quanto avviene nelle strutture in cemento armato, nelle strutture in muratura, ai singoli piani, i muri devono sempre essere elevati in corrispondenza di quelli collocati ai piani sottostanti che li sorreggono e quindi la distribuzione degli ambienti interni deve essere sempre la stessa per ogni piano.

Inoltre non è possibile costruire in muratura portante edifici costituiti da più di quattro o cinque piani, perché gli spessori delle murature, specialmente ai piani più bassi, raggiungerebbero dimensioni tali da determinare un eccessivo costo e le superfici interne delle stanze vedrebbero notevolmente ridotta la loro estensione. Nel passato i materiali usati per la realizzazione dei muri portanti erano le pietre, oggi vengono impiegati esclusivamente i mattoni pieni in laterizio, che consentono di ottenere lo stesso grado di resistenza alla compressione offerto dalle pietre, ma con spessori minori. I mattoni sono prodotti industrialmente nelle fornaci, dove, attraverso la cottura a temperature elevate, i blocchetti di pasta argillosa si solidificano, assumendo quel caratteristico colore rosso che tutti conosciamo.

Muratura in laterizio 

an_1g_3.jpg (12413 byte)Con mattoni si eseguono murature di ogni forma e spessore, massi murari pieni, pilastri,e voltini nel laterizio pieno, materiali quest’ultimi che si legano perfettamente. L’attenzione e la diligenza del muratore vanno rivolte a tre oggetti principali: la perfetta orizzontalità di ogni corso o filare di mattoni, il perfetto appiombo delle spigolature nei due sensi e la diligente legatura dei pezzi.

Dopo di ciò lo stesso deve accuratamente far penetrare negli interstizi tra i mattoni, ad ogni corso ultimato, della malta, resa fluida con l’aggiunta di acqua, in modo che non rimanga benchè minimo spazio vuoto.

I mattoni dovranno essere abbondantemente bagnati, ed oltre a ciò sopra il muro, man mano che si procede, si dovranno fare copiose innnaffiture fino ad assicurare la completa saturazione per impedire l’intempestivo disseccamento della malta per l’avido assorbimento del laterizio, consentendo così una presa regolare. Per mantenere costante l’orizzontalità, dopo aver disposto il primo filare a livello, basterà tenere uno spessore costante della malta su cui si appoggiano i mattoni, ma è sempre facile il controllo con un regolo a bolla d’aria. Per l’appiombo, servirà il frequente controllo col piombino che il muratore dovrà avere sempre a portata di mano.

La legatura, cosa rigorosamente necessaria, si otterrà facilmente disponendo con diligenza i pezzi frontali e mantenendo lo spessore della malta tra i pezzi costantemente nel giusto spessore.

La lavorazione della faccia sarà più curata quando la muratura dovrà rimanere rustica, cioè senza intonaco .

Impiegando mattoni speciali, le cui dimensioni e forma vanno curate allo scopo, si eseguono facciate che rispondono ai requisiti richiesti.

Pilastri.

an_1g_2.jpg (19860 byte)I pilastri sono di limitata sezione, quadrata per lo più o a forma di croce quando servono di appoggio ad archi o voltini. La sezione contenuta nella minor superficie atta a portare il carico sovrapposto obbliga ad una maggiore diligenza tanto nella lavorazione quanto nella scelta dei materiali.

I mattoni si sceglieranno tra i meglio cotti e più regolari, puri di deformazioni prodotte dalla cottura; la malta dovrà essere setacciata e si impiegherà malta di cemento quando il pilastro è chiamanto a sopportare sensibili carichi o dovrà avere una più pronta funzione portante.

Bibliografia:

  • Giuseppe Astrua (manuale pratico del mastro muratore)

  • Brogi e Gabriele Cantù ( tecnoteca )

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